Patto per il Cambiamento

Per la Partecipazione, l'Uguaglianza, la Libertà, l'Alternativa, l'Innovazione.

Alle ultime elezioni europee ha votato solo il 58% degli aventi diritto, oltre 21,5 milioni di cittadine e cittadini non si sono presentati alle urne. Molti elettori/trici hanno già capito che non decidono più niente; perché in primis schiacciati dalle difficoltà contingenti (pandemia, economia, cambiamenti climatici, guerre....) cose che allontanano sempre più da una classe dirigente chiusa in se stessa, che annuncia e promette, ma che in effetti produce riforme e misure scarsamente apprezzabili perché nei loro effetti non cambiano in meglio la vita delle persone.

La democrazia rappresentativa rende liberi solo nel giorno delle elezioni, diceva Rousseau. Purtroppo si è andati ben oltre: anche il giorno delle elezioni gli italiani non decidono praticamente nulla.

Non decidono chi eleggere perché ci sono le liste bloccate di candidati che hanno facoltà di decidere dove essere eletti anche dopo le elezioni; non decidono quale coalizione sostenere perché le coalizioni vengono smontate subito dopo le elezioni; non decidono che parte sostenere perché tanto ormai da diversi anni c'è una sola parte : quella delle larghe intese.

Non decidono, quindi, quale programma sostenere, perché tanto il programma cambia di continuo, a seconda dell'ultima idea balzata in mente al leader di turno nell'ultima intervista.

Con l'avvento della pandemia si sono scoperti anche gli ultimi buchi nascosti dalla neve e le libertà individuali sono state compresse in ogni modo possibile con la scusa dell'emergenza , senza mai promettere se e quando si possa tornare presto alla normalità democratica, anzi, in totale controtendenza rispetto ad altri paesi europei e senza evidenza scientifica si è scelto di prolungare ad libitum lo stato di emergenza per giustificare altri provvedimenti restrittivi e di controllo sociale come il green pass.

Sbandierando spudoratamente il vero virus da deficienza acquisita e impunità presunta.

La vera e unica emergenza è quella di recuperare la partecipazione di tutti ai fatti politici, perché ricominciando proprio dall'inizio, dobbiamo ricordare alla casta dei migliori, che LA SOVRANITA' APPARTIENE AL POPOLO, che la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla legge: attraverso i partiti, gli istituti di democrazia diretta: d'iniziativa popolare, e vere elezioni che diano agli elettori la possibilità di scegliere e di riconoscere l'alternativa. In democrazia l'alternativa deve sempre esserci!

La Repubblica - recita l'art. 3 della Costituzione - ha il dovere di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese.

La partecipazione , quindi, è anche una questione di uguaglianza da qui bisogna ripartire insieme a tutte le forze politiche del paese che ritengono l'uguaglianza presupposto della libertà, confrontandosi con chiunque.

Il recupero di una piena sovranità popolare oggi è diventata la priorità e ciò deve avvenire proprio attraverso una maggiore partecipazione alle decisioni che assumono via via sempre più importanza. Certamente serve maggiore responsabilità: non è più possibile fare ricorso a continue spese in deficit, ma è necessario distinguere meglio la spesa dagli investimenti.

Ponendo particolare attenzione alla lotta alla povertà e alla disoccupazione con attività mirate e funzionali al superamento di queste barriere ormai invalicabili.

Una buona dose d'innovazione deve essere prevista anche nella gestione dei partiti e dei relativi rapporti con i portavoce eletti; facendo tesoro di ogni esperienza negativa sviluppatasi all'interno delle sedi di partito non ultima quella del m5s, bisogna immaginare di produrre leggi che limitino i cambi di casacca repentini e impuniti.

Pertanto vengono pensati deterrenti per i furbetti ma anche stimolanti per chi adempie bene al proprio compito. Uno di questi è il "sistema dei crediti di valutazione positiva", in cui ogni cittadino eletto in ogni istituzione, dal mese successivo alla nomina in carica, attiva volontariamente un versamento ricorrente di 300 euro mese, come donazione nelle casse del partito , così facendo concorre ad una votazione di preferenze fatta da tutti gli iscritti trimestralmente per ottenere appunto i crediti in base alla posizione di gradimento raggiunta: i primi tre che ricevono più voti a fine anno ricevono un premio pari al 5% dell'ammontare del fondo raccolto che in prima raccolta ha come obbiettivo la somma di 100.000 euro da destinare alle spese correnti e impreviste del partito, che contemplano anche uno scudo legale per eventuali cause derivanti dall'attività escluse quelle per intemperanza manifesta, mentre le eccedenze oltre tale soglia vengono utilizzate per opere di bene alle persone o altra misura benefica sul territorio Siciliano individuate e proposte con votazione collegiale da parte di tutti gli iscritti. A questo sistema partecipano anche i sindaci e consiglieri ma con un versamento più ridotto; di un solo gettone di presenza. Per la trasparenza ogni trimestre verrà postato l'estratto conto riportante tutti i movimenti di cassa.

Soltanto con questa diversa impostazione , capace di restituire al popolo una reale capacità d'incidere nelle scelte si potrà restituire la sovranità perduta e mettere in campo politiche che tutelino i diritti dei cittadini, sapendo guardare al futuro, ma cominciando da subito.  (continua con gli articoli nella versione integrale per gli iscritti).

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